top of page

Cosa fare quando non sai cosa fare?


ree

Nel 2005, durante il mio soggiorno al Center for mindfulness, (Worcester University USA)   per diventare istruttore, le difficoltà erano tante. Già fare tutto il percorso in inglese era piuttosto impegnativo, in più c’era da  approcciare una materia  completamente nuova con tutto quel che comporta,  infine  i ritmi serrati di  lavoro (si finiva verso le 10 di sera,  e si riprendeva con la meditazione della mattina alle 6) non  lasciavano spazio nemmeno ad un piccolo break ristoratore…  

E come se non bastasse,  in questo lasso di tempo, dovevamo anche fare i  “compiti” per il giorno dopo! Talvolta c’era da preparare una presentazione, da studiare una pratica o da riflettere su qualche frase.


Una di queste, fin da allora,  mi aveva particolarmente colpito…  


Cosa fai, quando non sai cosa fare?

Si riferiva ovviamente al nostro ruolo di istruttori di mindfulness, ma ogni aspetto di questo lavoro, anche per questo così  unico  e coinvolgente, rimanda alla vita nel suo senso più ampio, ai suoi grandi temi e alle sue profonde verità. Quasi fosse un koan della consapevolezza, questa frase  un po' provocatoria, era rimasta nel backstage della mia mente,  nascosta ma non tanto da non fare qualche volta capolino negli anni,  senza che però avessi mai trovato una risposta soddisfacente!  E già, perché anche io , come la maggior parte delle persone, credevo molto nel potere del problem solving e in fondo ero convinta che la  mente era sempre (o quasi) in grado di trovare la soluzione! E quindi bastava solo pensarci, (o almeno così credevo io)?!  Senza rendermi conto che mi stavo infilando dritta dritta nel più grande paradosso mai esistito. Cosa fare quando non sai cosa fare? Ma se non sai cosa fare, cosa puoi fare?


Sembra domanda da poco, di quelle domande che liquidi in quattro e quattr’otto, anche in modo impaziente e frettoloso, quasi infastidito, ma che a pensarci bene, nasconde un interrogativo grande come l’ intero Empire State building..


E poi, a dirla tutta, chi non si è mai ritrovato di  fronte a  questa domanda almeno una volta nella vita?...


E non parlo dei massimi sistemi, parlo di tutte quelle situazioni in cui ci troviamo, anche quotidianamente e non abbiamo la risposta. Suona familiare, no?


Qualche settimana fa, la situazione era una di queste..

Mia mamma stava male ed il suo quadro clinico stava peggiorando. C’era da prendere una decisione ed ero l’unica, in quanto figlia, a poterlo fare..

Ma soprattutto se c’è in ballo la vita di una persona, le cose si complicano….  E la presunzione di pensare che “pensando” trovi la soluzione diventa una pia illusione… e allora resti lì, impotente, di fronte agli eventi inaspettati che spazzano via anche la più piccola delle certezze.


E  nel tentativo di fuggire a tutto questo, la tua mente sembra un criceto sulla ruota, che dopo ore,  si ritrova sempre allo stesso punto. 

E mentre la luce dell’alba filtra tra le serrande e cambia il volto agli oggetti della stanza,  in un  tempo sospeso che si scioglie piano come sabbia di clessidra che scivola passando per strettoie faticose e dovute.  Attimo dopo attimo…

e dopo aver passato in rassegna tutte le emozioni dalla paura all’impotenza, alla frustrazione..  la frase torna..

cosa fai quando non sai cosa fare… 

e di botto  tutto sembra più chiaro e  quello che non avevo mai capito prima, è in piena evidenza davanti  a me..

e in un attimo so, come l’avessi sempre saputo, che non è il “cosa” fare.. ma il punto riguarda proprio il fare !

E ti puoi solo arrendere, così, nudo a te stesso, inchiodato ad un sentire  che ti lascia senza fiato..  ma nello stesso tempo libero  e liberato… e ti viene in mente Paramansa Yogananda, che nel suo andare da Calcutta a Bombay semplicemente senza sapere come, usciva di casa e si affidava..

Commenti


bottom of page