Incontro gratuito di Pratica di Mindfulness

“Esercitarsi alla consapevolezza significa impegnarsi in ogni momento ad essere presenti a se stessi”

(Jon Kabat-Zinn, Dovunque tu vada ci sei già, pag.29)

La conduzione dell’incontro prevede 2 pratiche: una seduta ed una camminata, più uno spazio di condivisione di gruppo sull’esperienza del momento e/o sulle esperienze a casa. Guidano gli incontri insegnanti di mindfulness senior del Centro Italiano Studi Mindfulness

Martedì 6 novembre dalle 18.30 alle 20.30 

Mondo Mindful srl – Centro Mindfulness e psicoterapia

Via Trionfale 81, Roma

Per partecipare è necessario prenotarsi

Informazioni e prenotazioni

Signora Valentina Nocchi
Referente evento MBCT
mondomindful@gmail.com
Tel: (+39) – 328 802 87 62 (risponde dalle 10 alle 15)

 

La pratica di mindfulness

Praticare consapevolezza significa, come dice una bellissima metafora tibetana: riportare a casa la mente. Essere nel momento presente con l’attenzione non giudicante rivolta ai nostri contenuti mentali e sensoriali ci fa entrare in intimità con noi stessi.

Spesso siamo così proiettati nel fare, intenti a reagire in modo automatico e compulsivo ai tanti stimoli che attirano la nostra attenzione e che sollecitano i nostri sensi nella quotidiana girandola di attività, che ci dimentichiamo di ascoltare come ci sentiamo, cosa vogliamo, cosa ci serve veramente per essere sereni.

Siamo degli sconosciuti a noi stessi. Ed è spesso un malessere, fisico o psichico, che ci costringe a riorientare l’attenzione verso noi stessi. Ci accorgiamo allora di dedicarci attenzione solo quando stiamo male, e spesso la nostra mente è agitata allora da paura, ansia o depressione.

Per trovare libertà dalla dipendenza alla reattività sensoriale, emozionale e mentale, abbiamo bisogno di fermarci ogni tanto, fare silenzio e rivolgere lo sguardo verso noi stessi. Meditare vuol dire occuparci della nostra mente, renderla bella dando spazio a qualità che fanno bene e lasciando andare quegli stati confusi e disregolati che ci fanno soffrire.

La mente è il mezzo attraverso cui diventiamo coscienti del mondo interno ed esterno. Ma la mente, se lasciata a se stessa e non coltivata, reagisce volubilmente a qualsiasi stimolo la colpisca. Come una scimmietta che compulsivamente volteggi da un albero all’altro senza posa, è sballottata da un pensiero ad un altro, da una emozione ad un’altra, da un conflitto ad un altro, trascinata da desideri continui.

La pratica ci aiuta a renderla calma e lucida, a liberarla dalla modalità automatica e fuori controllo nella quale spesso si trova e che la offusca, a sciogliere le emozioni dolorose, a renderla ricettiva ed entrare in contatto con la realtà così come essa effettivamente è e non come a volte appare filtrata dalle nostre paure o dai nostri desideri.

Molte evidenze anche scientifiche hanno dimostrato come l’attitudine al rivolgersi a se stessi con compassione piuttosto che con un pensiero giudicante e distruttivo porta molti benefici al nostro stato mentale, alla salute fisica e alle nostre relazioni. L’attitudine alla Self-Compassion risulta composta da  tre abilità di base, che possono venire coltivate attraverso la Pratica di Self Compassion: 1) la capacità di trattarsi con gentilezza, comprensione e perdono piuttosto che con severa auto-critica; 2) la capacità di vedere le proprie esperienze negative e i propri difetti come aspetti condivisi dell’esperienza umana piuttosto che come elementi “anormali”, di separazione ed isolamento dagli altri; 3) la capacità di affrontare e contenere le proprie emozioni e pensieri dolorosi con consapevolezza piuttosto che iper-coinvolgimento ed identificazione.

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