Attacchi di panico

Premessa

Gli attacchi di panico sono stati trattati e spiegati in maniera diversa a seconda delle epoche e delle scuole mediche di riferimento: intorno agli anni 20 venivano curati esclusivamente come disturbi psichiatrici,solo dagli anni 60 in poi sono stati studiati più approfonditamente fino ad essere inseriti negli anni 80 nel DSM come  categoria diagnostica definita,

Cosa sono

Il meccanismo che determina l’insorgenza di un attacco di panico è costituito da un circolo vizioso di ansia che determina altra ansia. Ad esempio, se in una situazione specifica emerge ansia, l’attivazione neurovegetativa ad essa correlata determinerà la comparsa di sintomi. La percezione di questi sintomi sviluppa di conseguenza dei pensieri catastrofici  ( ad es. paura di avere una malattia, di svenire, di impazzire, di perdere il controllo, di non essere soccorso, di essere in balia di altri) che a loro volta  aumentano l’ansia, generando così un circuito che si amplifica esponenzialmente.

Cause

Le cause che determinano questo disagio sembrano comprendere fattori genetici, biologici e ambientali:

1

fattori genetici
L’ipotesi che gli attacchi di panico siano dei disturbi genetici (cioè trasmessi geneticamente) è attualmente poco riconosciuta, anche se è possibile che la struttura genetica individuale possa costituire una sorta di predisposizione a sviluppare il disturbo.

2

fattori ambientali
La qualità e la modalità di reciprocità (scambio affettivo) che si sviluppa con le figure di attaccamento (genitori o sostituti) potrebbero  creare le basi per l’insorgenza del disturbo in età adulta,  soprattutto per quanto riguarda l’aspetto legato alla rassicurazione/esplorazione.

3

eventi scatenanti
Possono esistere delle situazioni ( cambiamenti o problemi di lavoro, separazioni o lutti, nascita di figli, abusi di alcol o droghe ecc.) che possono innescare la problematica, attivando il disturbo

Epidemiologia

Il disturbo di panico è una sindrome ad alta incidenza epidemiologica, sia di tipo  acuto che cronico, ed attualmente  costituisce una delle più frequenti e  maggiori cause d’invalidità della popolazione. Attacchi di panico sporadici e di lieve entità o pseudo-attacchi in condizioni di stress particolari riguardano  il 30-35% della popolazione. In Italia, gli  attacchi di panico di interesse clinico si manifestano nel 2-3% della popolazione con un picco maggiore nei giovani (prevalentemente donne) dai 20 ai 35 anni.

Esordio e manifestazioni

L’esordio del disturbo di panico può  accadere all’ improvviso,  in alcune specifiche circostanze che diventano particolarmente temute: per  es. in una piazza, in mezzo alla folla, in un ascensore, sotto una galleria, quando si parla in pubblico, nel traffico, ecc.
Il primo  episodio è generalmente di notevole intensità: la persona, avverte in modo acuto, imprevisto e imprevedibile una forte ansia, con sintomi che variano dalla difficoltà di respirazione alla tachicardia, alle vertigini  o al senso di svenimento fino alla paura di perdere il controllo di morire.

Evoluzione

Quasi sempre il ricordo di questo primo episodio diviene una pietra miliare nella storia clinica del paziente e si associa alla paura  dell’inevitabilità del suo riaccadere, paura  che innesca e determina le successive  crisi, con cadenza  ravvicinata ( nei casi più  seri giornaliera o settimanale) La situazione temuta, determina una condizione di fobia ed il soggetto inizia a mettere in atto un evitamento sempre più strutturato verso  spazi aperti, come le strade, le piazze, l’autostrada, la guida in automobile o verso luoghi chiusi, come l’ascensore, il traffico,il cinema ecc, fino a sentirsi sicuro solo tra le mura domestiche. L’evitamento non solo non costituisce una soluzione, ma alla lunga determina un ulteriore problema che innesca frustrazione, abbassamento dell’autostima, depressione.

Articoli di approfondimento sono pubblicati nella sezione “Studi e Ricerche”
Leggi anche “I benefici della Mindfulness” e  “MBSR”

A cura di: Loredana Vistarini (loredanavistarini@gmail.com) e Bianca Pescatori ( bianca.pescatori@gmail.com)

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