Migliorare le relazioni in ambito lavorativo con la Mindfulness

Il mondo professionale e delle imprese attraversa oggi una fase complessa che può rivelarsi – e in realtà non può che essere così – una vera opportunità di rinnovamento. L’occasione di immaginare e costruire un modello post-pandemia che tenga conto dell’esperienza del passato per non ricadere negli stessi errori, e che ci transiti verso un futuro più etico e rispettoso dell’ambiente, anche quello animale, delle persone e delle comunità più deboli tutte; una opportunità di aprire nuove strade, di guardare avanti, grazie all’esperienza maturata individualmente e come comunità.

Le aziende, con la loro preziosa funzione sociale, si stanno impegnando a produrre quei cambiamenti di paradigma che tutti auspichiamo per generare una nuova cultura del lavoro e della partecipazione alla vita delle donne e degli uomini di cui tutte e tutti sentiamo il bisogno. Non è un caso infatti l’emergere di quel fenomeno, definito Great Resignation”, ovvero delleGrandi Dimissioni”, che vede coinvolti soprattutto i giovani under 30 e gli occupati in settori ad alto tasso di stress. Un fenomeno che, se ha colto di sorpresa per il numero di persone che ha fatto la scelta di voltare pagina, riconciliandosi con i propri affetti e le proprie passioni, ha in realtà portato alla luce quelle dimensioni connesse al valore delle relazioni e ad una qualità di vita più sostenibile. Anche tenendo conto di tutto questo le aziende devono ripensarsi a tutto tondo, dai processi ai valori, dagli utili all’utilità sociale, ecc.. Con l’obiettivo di tracciare un nuovo scenario e definire nuove strategie le organizzazioni hanno necessità di ascoltare e includere i punti di vista delle persone, nel modo più ampio possibile, di considerare e ri-considerare le relazioni con tutti gli stakeholders coinvolti nella fitta rete di relazioni che li coinvolgono.

Tanti sono i contributi che le teste pensanti nelle aziende provano a dare, affiancati dal mondo della consulenza che si trova anch’esso alle prese con una realtà incerta e imprevedibile, del tutto nuova e per la quale nessuno dispone di esperienze pregresse e ricette pronte da mettere in campo. Uno sforzo e un impegno che coinvolge tutte le Funzioni aziendali e che mai prima d’ora deve considerare le persone come imprescindibili attori, partecipanti attivi e insieme destinatari di ogni azione di rinnovamento.

Appare sempre più evidente come ogni azienda poggi su un invisibile sistema di rapporti e legami che coinvolge una moltitudine di persone; un reticolo di connessioni, collegato a molti altri, che permette di dare vita a un fitto scambio di comunicazioni il cui esito è lo stato di salute dell’impresa, la sua espansione, il suo successo, o il suo insuccesso.

Alla luce di questo nuovo scenario è evidente a tutti l’importanza di ripensare anche al valore che il management dà alla qualità delle relazioni tra le persone, a ogni livello, e a considerare la pratica della mindfulness come possibilità di acquisire una attitudine spontanea e naturale verso la valorizzazione dell’altro e capace di nutrire genuinamente e profondamente le relazioni.

La mindfulness può essere considerata tra le skill non tecniche e, a nostro avviso, quella indispensabile e fondamentale, che permette a tutte le altre di crescere e di esprimersi al meglio. Coltivare la mindfulness, quale disposizione all’essere presenti e consapevoli, apre la strada ad un modo di porsi in ascolto dell’altro, chiunque esso sia: collega, cliente, fornitore, responsabile di funzione ecc.., con attenzione, sincera curiosità e interesse genuino. Tale disposizione permette di nutrire quel campo relazionale che si è andati ad aprire nell’incontro con l’altro. È in questo modo che l’incontro con l’altro diventa una feconda occasione di scambio e una opportunità di cogliere e raccogliere informazioni, comunicare obiettivi e strategie, motivare e stimolare e, soprattutto, comprendersi.

Coltivare la mindfulness però non è semplicemente imparare e applicare una tecnica; coltivare la mindfulness è un processo trasformativo prima di tutto personale che, attraverso un impegno costante verso la presenza mentale o consapevolezza, agisce trasformando la mente, rendendola più sensibile, maggiormente orientata a quelle qualità che oggi vengono proposte come indispensabili per un vero cambiamento nelle forme di leadership e di management. Questa trasformazione fa emergere disposizioni interiori come la gentilezza e la cura e depotenzia comportamenti e pensieri automatici, rendendo più capaci di porsi in relazione con l’altro con modalità generative più costruttive per entrambi. Estendere la mindfulness come pratica diffusa nell’organizzazione risponde anche a un bisogno profondamente radicato in ogni essere umano, quello del riconoscimento, la necessità di essere visto econsiderato: essere presenti nell’attenzione e nell’ascolto degli altri può indubbiamente migliorare la qualità delle relazioni che si traduce in maggiore disponibilità alla collaborazione, e minore conflittualità, con un significativo miglioramento del clima e della produttività.

Ogni relazione vissuta senza consapevolezza diventa un luogo vuoto e sterile, senza direzione, che si riempie di povere parole e genera emozioni talvolta depressive, demotivando le persone coinvolte, talvolta reattive, ingenerando reattività ostili, e ritardando così i processi di evoluzione e cambiamento che si vogliono mettere in atto.

Il nuovo paradigma di management poggia oggi sulla necessità di assumere la dimensione interiore della consapevolezza come elemento centrale in quelle figure investite del compito di costruire un nuovo futuro e la dimensione della saggezza come riferimento, o fonte, cui attingere nell’agire quotidiano. Consapevolezza e saggezza conferiscono centralità alla capacità di un pensare nuovo, a un sapersi relazionare costruttivo e generativo, al riconoscere e costruire rapporti di fiducia e rispetto, forti nel sostenere le relazioni anche per lunghi periodi poiché, come sostiene Joseph Jaworski, presidente di General Consulting e co-fondatore di Global Leadership Iniziative: “alla fine, l’unico cambiamento in grado di fare la differenza è la trasformazione del cuore umano”[1] un cambiamento che, come dicono i buddhisti cui la mindfulness si ispira, trasforma profondamente la nostra “mente cuore”.

A cura di: Dott.ssa Monica Maria Cavallo, Istruttrice MBSR e MB-EAT diplomata con il Centro Italiano Studi Mindfulness, Counselor Supervisor e Trainer, Coach Sistemico Evolutivo
maggio 2022

 


[1] Senge P. Scharmer C.O. Jaworski J. Flowers B. S. “Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società”, Franco Angeli, Milano, 2013, p. 37

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