La mindfulness nella sofferenza: il dolore cronico, la malattia, il lutto

<<Ci sono cinque cose che nessun monaco, nessun brahmano, nessun Dio, neanche il demone tentatore (Mara) e neppure Brahma, né alcun essere al mondo possono fare. Quali sono queste cinque cose?Che colui che è soggetto ad invecchiamento non invecchi; che colui che è soggetto ad infermità non si ammali; che colui che è soggetto a morte non muoia; che quanto è soggetto a decadimento non decada; che quanto è soggetto a passare non passi>> .(Pratityasamutpada ,AN III,60)

Quando arriva un dolore

Spesso costruiamo la nostra identità sulla nostra storia personale, su ciò che amiamo e a cui teniamo: corpo, emozioni, sentimenti, affetti, progetti da realizzare, su un senso di continuità e stabilità.
L’incontro con la malattia (in particolare con le patologie organiche gravi e con il dolore cronico invalidante), la perdita di una persona cara, la nostra stessa possibilità di morte ci pongono di fronte a una rottura di questa continuità e stabilità. Sorgono emozioni così potenti e dolorose che intaccano il nostro senso d’identità provocando angoscia, disorientamento, disperazione, confusione, avversione.

La mente e la sensazione del dolore

Numerosi studi indagano il complesso legame tra corpo e mente. Le ricerche evidenziano come la percezione di uno stimolo doloroso, fisico o psichico, e la reazione a questo stimolo sia condizionata dalla qualità del nostro stato mentale. Questo influisce anche sulle prospettive di sopportazione e guarigione della malattia.
Le nuove tecnologie hanno fatto nascere nuove discipline come la neuroimaging. Questi studi rivelano che le aree cerebrali impegnate nella risposta al dolore fisico e a quello psichico sono le stesse, segno che la distinzione tra i due tipi di sofferenza è arbitraria.

Psichica o fisica, una sofferenza unica

Esiste un solo tipo di sofferenza percepito, non importa quale ne sia la fonte, il cui livello è per la maggior parte dovuto alle immagini mentali che (per un meccanismo implicito di associazione), questo evoca e allo stile di coping che, in modo automatico, la persona mette in moto per affrontare l’evento doloroso.
Tutto questo influisce sulla percezione del dolore, diminuisce l’efficienza del sistema immunitario e aggrava la stessa patologia organica, lascia senza difese e risposte di fronte al mistero della morte.

Quando la mindfulness è ancora più preziosa

In queste circostanze, siano esse legate a malattie, traumi o eventi luttuosi, coltivare uno stato mentale mindful permette di attraversare le situazioni difficili della vita rimanendo il più possibile stabili e centrati, presenti a quello che accade, momento per momento, con apertura e senza giudizio. Il nostro corso residenziale nasce proprio per questo: per condividere il pensiero mindful e permettere, grazie a un luogo amichevole e piacevole, immersi nella natura, e a un programma intensivo di mindfulness di tentare una nuova strada per la riduzione di dolore e sofferenza.

Mindful Yoga: un aiuto nella sofferenza

Quando nel corpo avviene una trasformazione, nell’intero essere avviene una trasformazione analoga

Con l’esperienza corporea sperimenteremo le possibilità e i limiti del nostro corpo e come respiro, corpo e mente siano intimamente collegati. È attraverso il corpo che passano le emozioni ma il dolore spesso viene vissuto come un’esperienza di estraniazione dal corpo. Lo yoga sarà il mezzo per preparare il corpo a contattare le sensazioni sia piacevoli che spiacevoli osservandole con più chiarezza e consapevolezza per sentire la vita nel proprio corpo, nella mente e per prepararci poi ad accogliere tutto nel cuore che è tanto capace di amore.

Liberare il dolore con la voce

Ahimè, ahimè!
   Io grido ai sordi, io mi rivolgo indarno
   ai dormïenti, e nulla ottengo.(Eschilo, Coefore)

La voce ha il potere di esprimere e drenare il dolore che, inevitabilmente, appartiene all’esperienza di ogni essere umano. Siano il lutto, l’abbandono, il tradimento, o il dolore fisico, la voce li materializza e comunica senza mentire. Qualcosa sembra non darci tregua, ma un desiderio resta, di “..continuare il tempo tra ardenti speranze..” La voce può aiutarci a liberare il dolore nello spazio intorno a noi, a condividerlo con le parole e al di là delle parole, restituito al puro suono, e a farcelo guardare ed ascoltare come qualcosa che è parte di noi ma senza annientarci. Esploreremo il respiro, il farsi della nostra voce con attenzione consapevole, usando il corpo, la libera espressione vocale e l’ascolto, per approdare ad un canto che ci faccia sperimentare la presenza a noi stessi e agli altri, momento per momento, in un presente che fiorisce di continuo, un tempo non più rivolto “indarno ai dormienti”.

Programma

Verrà introdotto il significato della mindfulness in relazione al contesto clinico, in particolare per quanto riguarda le patologie organiche, il lutto e l’incontro con la morte.
Sarà ripreso il concetto di sofferenza e ne verranno esplorate le sfaccettature sensoriali, emotive e cognitive.
Verranno proposte specifiche pratiche di mindfulness:
·        per il contenimento del dolore fisico
·        per accedere alle molte altre non condizionate risorse personali rispetto a quelle messe in discussione dalla malattia,
·        per sviluppare l’arte del lasciar andare i contenuti mentali dolorosi e iatrogeni messi in moto dalla convivenza con la patologia organica e dalle cure mediche necessarie a farvi fronte,
·        per permettere l’emergere di qualità mentali (accettazione, benevolenza, pazienza, equanimità, disidentificazione, stabilità e calma) più utili ad attenuare l’impatto delle circostanze stressanti e dolorose della vita
Ci avvicineremo con gentilezza agli stati mentali che più frequentemente accompagnano le esperienze di perdita e di morte: stati dolorosi quali la confusione, il rifiuto, l’isolamento, la collera, tutti i modi che abbiamo per difenderci dal panico inevitabile, ineluttabile, insito nella percezione di noi come esseri “finiti”.
La giornata si aprirà con una pratica di mindful yoga e si chiuderà con una pratica di consapevolezza attraverso la voce.
L’invito sarà quella di essere immediatamente in contatto con l’esperienza attraverso la modalità della mente “che non sa niente”, capace di accogliere ciò che si percepisce “come se fosse la prima volta”
Ogni esperienza sarà poi oggetto di condivisione e di riflessione comune.

Conducono il corso:

Bianca Pescatori
Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico e cognitivista. Ha una formazione in Psicoterapia Psicoanalitica per l’Infanzia e l’Adolescenza, in Psiconcologia e in Psicoterapia transpersonale. Ha approfondito l’intervento per i disturbi gravi di personalità secondo il modello Cognitivista-Evoluzionista. Istruttore MBSR e MBCT, conduce gruppi clinici, training professionali e aziendali nell’ambito della Mindfulness.Studia e pratica meditazione Vipassana da molti anni .

Federico Giubilei
Musicista, diplomato in pianoforte, canto e musicoterapia, istruttore di mindfulness, laureato in lettere e in tecniche psicologiche dei processi mentali. Accanto alla pratica musicale esecutiva, ha coltivato la didattica e la ricerca nell’ambito della tecnica e dell’espressione vocale. Svolge inoltre attività di musicoterapia per la riabilitazione del deficit neuropsicologico e psichiatrico in contesti accreditati dall’ASL di varie regioni italiane.

Matelda Tagliaferri.
Psicoterapeuta Corporea, Psicotraumatologa abilitata dal Centro Ricerca e Studi in Psicotraumatologia al Debriefing applicato alle situazioni critiche e di emergenza.Ipnotista. Esperta in disturbi del comportamento alimentare, Sessuologa, Master PNL, Istruttrice Avanzato Mindfulness (MBSR ed MBCT). Si occupa di abusi e di maltrattamento, di accompagnamento nella sofferenza di pazienti gravi. Socia A.M.E.C.O., socia C.I.S.M.e socia dell’associazione E.M.D.R. Si occupa di Coaching con EMDR e PNL,ma soprattutto utilizzando la Mindfulness.

Quando

Dalle ore 14 (dopo pranzo) di mercoledi 4 settembre alle ore 15 (compreso il pranzo) di domenica 8 settembre2013

Dove

Il corso si svolgerà presso “La terra del nomade”, Umbertide. :www.laterradelnomade.com
“La terra del nomade” è un agriturismo in Umbria, immerso nel verde, in una zona panoramica, con piscina. Dire “la terra del nomade” è una contraddizione, poiché il nomade è colui che percorre ogni terra senza che nessuna gli appartenga. Interpretando il nomadismo come luogo della mente, questa casa vorrebbe essere una sorta di “posta” lungo la via, di riposo tra un tratto e l’altro del cammino. È l’ideale per il nostro programma, ma anche per offrire momenti piacevoli alla fine delle attività.
Presso la stessa struttura si consumeranno i pasti e si alloggerà fino ad esaurimento posti, per il solo pernottamento alcuni partecipanti potranno alloggiare al limitrofo agriturismo “Colle dell’Olmo”, Umbertide: http://www.colledellolmo.it/

Quota di partecipazione

Il corso è riservato i soci del Centro
550 euro compreso vitto, alloggio e la quota al Centro Italiano Studi Mindfulness 2013. La cassa comune per le spese del soggiorno dovranno essere date in contanti (220 euro).
La quota di partecipazione richiesta non è da intendersi come pagamento di un servizio ma come contributo dei soci per coprire le spese organizzative e di gestione dell’evento.
Il prezzo subirà delle piccole variazioni in più o in meno a seconda se la sistemazione è in camera due/tre letti (550), singola (se ne rimangono disponibili, + 20 al giorno), divano letto matrimoniale (molto comodo, – 10 al giorno).
E’ previsto un numero massimo di 15 partecipanti.
Verrà data priorità all’ordine  temporale di iscrizione

Informazioni ed iscrizioni:

Dott.ssa Marika Nuti
Segreteria Centro Italiano Studi Mindfulness
segreteriacentromindfulness@gmail.com, tel. Cell. 3771322782

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