Aforismi sulla mindfulness Una serie di riflessioni, piccoli frammenti di esperienza di persone che pur avendo background diversi sono accomunati dalla pratica di coltivazione di consapevolezza Il momento presente cambia così rapidamente che spesso non ci accorgiamo nemmeno della sua esistenza. Ogni momento mentale è come un'immagine d'una serie che passa attraverso un proiettore: alcune immagini vengono dalle impressioni sensoriali, altre vengono dalla memoria delle esperienze precedenti o dalle fantasie sul futuro. La presenza mentale è una specie di fermo-immagine che ci mette in condizione di diventare coscienti delle sensazioni ed esperienze così come sono, senza la deformante colorazione delle risposte socialmente condizionate o delle reazioni abituali.
(Henepola Gunaratana)


La consapevolezza non è soltanto una parola, ma un significativo stato mentale. Significa che dobbiamo essere presenti a noi stessi qui e ora, in questo preciso momento e dobbiamo essere coscienti di ciò che sta accadendo, fuori e dentro di noi. Significa stare attenti alle nostre motivazioni e imparare a cambiare le emozioni e i pensieri da malsani in sani. La consapevolezza è un'attività mentale che a tempo debito elimina tutta la sofferenza.
(Ayya Khema)


Consapevolezza è l'accettazione cosciente ed equilibrata dell'esperienza presente. Non è più complicato di così. È un aprirsi al momento presente per riceverlo, piacevole o spiacevole che sia, così com'è, senza afferrarlo per prenderlo, senza respingerlo per rifiutarlo.
(Sylvia Boorstein)


Essere consapevoli vuol dire esser qui, pienamente coscienti. Se sei pienamente attento, hai un punto di riferimento completo. Di conseguenza sei qui. Ti rapporti direttamente alla situazione attuale, e ciò è precisamente tutto ciò che concerne la meditazione, la pratica della shamatha. Semplicemente esser qui, molto semplicemente, direttamente: comportandoti con molta accuratezza, completamente in relazione col presente, senza riserve.
(Chögyam Trungpa)


La consapevolezza è proprio questo: vivere attimo per attimo con pienezza e senza aggiungervi interpretazione. E’ solo l’attimo. Stai facendo qualcosa di ‘spiacevole’ ma se lo vivi attimo per attimo dov’è che la nozione di ‘spiacevole’ può trovare una base d’appoggio? La consapevolezza è attenzione cosciente al momento presente; avviene nel qui ed ora; è l'osservazione di quel che succede proprio adesso, in questo preciso istante. Sta sempre nel presente, perpetuamente sulla cresta dell'onda fugace del tempo che passa. Se ti ricordi della maestra delle elementari, allora quello è ricordo; quando ti rendi conto che stai ricordando la maestra delle elementari, quella è consapevolezza; e quando concettualizzi il processo e dici tra te e te: «Oh, sto ricordando», quello è pensiero.
(Henepola Gunaratana)


Chiunque plachi i pensieri incessanti, come la pioggia fa con una nube di polvere, con la consapevolezza che deriva dal pensiero placato, raggiunge qui ed ora la dimora della pace.
(Itivuttaka)


Meditazione in azione La libertà non può esserti data da un'agenzia esterna o da una certa autorità superiore. Devi sviluppare una volta per tutte la capacità di comprendere la situazione. In altre parole, devi sviluppare una consapevolezza panoramica, una consapevolezza onnipervadente che comprenda la situazione in quel preciso momento. È questione di comprendere la situazione e aprire gli occhi a quel preciso istante e ciò non è un'esperienza particolarmente mistica o qualcosa di misterioso. Niente affatto. È solo percezione diretta, aperta e chiara di ciò che c'è adesso.
(Chögyam Trungpa)


Una persona che si risveglia è come la luna riflessa nell'acqua: la luna non si bagna, l'acqua non s'increspa. Anche una grande luce si riflette in un poco d'acqua. La luna e il cielo si rispecchiano interamente nella rugiada, anche in una sola goccia. Il risveglio che non turba la persona è come la luna che penetra nella goccia. La persona che non ostacola il risveglio è come la goccia di rugiada che non ostacola il cielo.
(Dogen, "Cadono i fiori")


Vi esorto a non buttare via il tempo, perché è veloce come una freccia, rapido come una corrente. La distrazione è interamente dovuta a mancanza di concentrazione; la stupidita' e la cecita' sono causate dalla mancanza di vera comprensione.
(Yung-Ming Yen-Shou - 905-975)


Immagina d'essere un bimbo che, sdraiato sulla schiena con lo sguardo rivolto al cielo senza nuvole, faccia bolle di sapone con un anello di plastica. Non appena la bolla si stacca, l'osservi mentre s'innalza nel cielo, e così facendo sposti l'attenzione dalla bolla al cielo. Mentre osservi la bolla, questa scoppia, ma l'attenzione per un attimo rimane là dove c'era la bolla. Ecco, in quell'attimo la consapevolezza si posa nello spazio vuoto.
(B. Alan Wallace)


La meditazione è come un singolo pezzo di legno. L'investigazione e l'introspezione sono un'estremità del legno, la calma e la concentrazione sono l'altra estremità. Se sollevi un pezzo di legno, entrambe le estremità si sollevano contemporaneamente. Qual è la concentrazione e qual è l'introspezione? Soltanto questa mente.
(Ajahn Chah,)


Stare attenti vuol dire vivere nel momento presente, non essere imprigionati nel passato e nemmeno anticipare eventi futuri che potrebbero non accadere. Allorché siamo pienamente coscienti del momento presente, la vita si trasforma e l'ansia e lo stress scompaiono. Gran parte della vita se ne va nella febbrile anticipazione delle cose da fare e nella conseguente sospensione d'animo. Dovremmo imparare a fare un passo indietro nella liberta' e possibilita' del presente.
(Bede Griffiths)


La comprensione è migliore della pratica meccanica. Migliore della comprensione è la meditazione. Ma meglio di tutto è lasciar andare l'ansia per il risultato, perché a questo fa immediatamente seguito la pace.
(Bhagavad Gita 12:12)


Consapevole mentre cammina, consapevole mentre sta fermo, consapevole mentre sta seduto, consapevole mentre giace, consapevole nel distendere e raccogliere le proprie membra - in alto, di fianco e in basso - dovunque vada nel mondo, il praticante osserva il sorgere e lo svanire di tutte le cose composte di elementi. Chi vive in questo modo zelante, quieto e non esaltato, sempre mentalmente presente, esercitantesi nella tranquilla consapevolezza, vien definito "costantemente intento".
(Itivuttaka, 111)


Nella meditazione la prima cosa di cui ci rendiamo conto è che non serve cercare; infatti ciò che si cerca è predeterminato da ciò che si desidera...
(J. Krishnamurti)


Tenete le mani aperte, tutta la sabbia del deserto passerà nelle vostre mani. Chiudete le mani, non otterrete che qualche granello di sabbia (Dogen)


Prima del risveglio tagliavo legna e portavo acqua; dopo il risveglio tagliavo legna e portavo acqua.


(Proverbio Zen) Se hai ragione non hai bisogno di gridare.
(Proverbio zen)


Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore; e la nostra famiglia, tutta la società, trarranno beneficio dalla nostra pace.
(Thich Nhat Hanh)


Non potremo mai ottenere la pace nel mondo se trascuriamo il mondo interiore e non facciamo la pace con noi stessi. La pace nel mondo deve scaturire dalla pace interiore. Senza pace interiore è impossibile realizzare la pace nel mondo esteriore. Le armi non sparano da sole. Non sono piovute dal cielo: le ha fatte l'uomo. Ma nemmeno queste armi, queste terribili armi, non possono sparare da sole. Finché vengono lasciate nei depositi non possono fare alcun danno. Ci vuole un essere umano per usarle. Qualcuno deve premere il grilletto. Satana, le forze del male, non possono premere il grilletto. Occorrono degli esseri umani per farlo.
(Riflessioni di Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


La scomparsa totale dei sensi di insicurezza si avra' soltanto quando avrai quella benedetta capacita' degli uccelli del cielo e dei fiori del campo di vivere pienamente, momento per momento, nel presente, per quanto insopportabile questo possa apparire.
(Anthony De Mello)


Il sole brilla senza intenzioni. Non spera elogi né ricompense. Brilla, semplicemente. O, piuttosto, no, ecco: brucia, si consuma nell’eccesso stesso della sua gioia.
(Sukkananda)


Devi comprendere in prima persona, direttamente, la verità su di te. E non puoi realizzarla tramite un altro, per quanto grande sia. Non c'è autorità che possa rivelarla.
(Jiddu Krishnamurti)


Spesso siamo anche noi ad aumentare il nostro dolore e la nostra sofferenza con l'ipersensibilità e l'iperreattività verso cose da nulla, e talvolta prendendo le cose troppo personalmente.
(Dalai Lama)


Tutti i difetti della nostra mente - l'egoismo, l'ignoranza, la rabbia, l'attaccamento, il senso di colpa e tutti gli altri pensieri molesti - sono temporanei, non permanenti e duraturi. E poiché la causa della nostra sofferenza e dei nostri pensieri molesti è temporanea, anche la nostra sofferenza è temporanea.
(Lama Zopa Rinpoche)


A cura di: Loredana Vistarini

(: l.vistar@tiscali.it) e Bianca Pescatori (bianca.pescatori@fastwebnet.it




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Lunedì 04 Ottobre 2010 10:33

Carceri

Mindfulness nelle careceri Il protocollo MBSR, considerata la sua comprovata efficacia nella riduzione dello stress, si profila particolarmente adatto ad essere introdotto in un ambiente come quello carcerario.
 
Non è difficile descrivere le fonti di stress presenti in tale ambito:

la situazione generale delle carceri italiane, in perenne sovraffollamento e, di conseguenza, il costante disagio causato da una convivenza già di per sé difficile, in un ambiente di reclusione; il rapporto quotidiano con il personale del carcere che, malgrado una preparazione generale e specifica più che soddisfacenti ed una carica umana molto sviluppata, viene spesso percepito come “l'autorità” ( se non come il “nemico”); i periodi di attesa: notizie dalla famiglia, esiti del processo e sentenza, decisioni del magistrato di sorveglianza relative a concessioni di permessi, etc.; preoccupazioni sulla propria salute, comprensibili se si considera la non ottimale condizione igienico sanitaria, la possibilità di contagio, la difficoltà di ricevere cure rapide ed efficaci, etc.; preoccupazioni causate, in certi casi, dalla prevedibile durata del periodo di reclusione, e così via.
 
Tale situazione, così profondamente stressante, è generalmente vissuta nella quasi totale assenza di consapevolezza delle proprie reazioni (sensazioni corporee, emozioni, pensieri): si tratta di una modalità molto comune, ma in quella condizione risulta particolarmente nociva.
 
L'obiettivo principale dell'impiego del protocollo MBSR è, quindi, quello di educare i reclusi all'esercizio “costante” della consapevolezza, come acquisizione propedeutica ad una vita più rivolta alla “cura” (di se stessi, innanzitutto, e degli altri).
 
Riteniamo, in sostanza, possibile che il periodo della detenzione (breve o lungo che sia), venga vissuto con minor disagio e pensato diversamente da una parentesi di mera attesa o, addirittura, di non vita, e utilizzato, invece, nell'apprendimento di strumenti utili sia in carcere che fuori – anche in considerazione dell'esigenza di un trattamento più umano del recluso ed in vista del suo possibile reinserimento sociale.
 
Tutto ciò in linea con l'etica di un paese civile che in Italia nasce nel dettato costituzionale ( cfr. art 27 che recita: “… Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato…”).
 
Quanto sopra, ci porta a guardare all'operazione proposta - di introdurre il protocollo MBSR in carcere - anche alla luce di un dovere morale condiviso e codificato nella storia del nostro Paese
 
Roberto Tripolini: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Giovedì 30 Settembre 2010 14:36

Disturbi d'ansia

disturbi d'ansia
Immagine Kandinskij

Introduzione

L'ansia è un'esperienza molto diffusa e non sempre patologica. Negli umani l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente o della situazione alla ricerca di spiegazioni, rassicurazioni o vie di fuga. L’ansia, se non si struttura in una forma patologica, può costituire una risorsa, un attivante per mantenere lo stato di allerta e migliorare le prestazioni (ad es., sotto esame).

Cosa è

Si tratta di un arousal neurovegetativo (uno stato di attivazione dell’organismo) che compare  quando il soggetto percepisce una situazione  come pericolosa.
A differenza della  paura che dipende da un fattore esterno l'ansia, invece, dipende da un fattore interno (cioè da una elaborazione del significato che si da ad un determinato evento), ed è quindi più difficile evitarla concretamente (cambiando aspetti oggettivi della realtà).
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Mercoledì 29 Settembre 2010 09:12

La Mindfulness in azienda

management mindfulness
Immagine Striatic

Il ruolo dirigenziale, rappresenta qualcosa che va ben oltre la gestione tecnica e/o operativa di un’azienda. Dai manager ci si attende la capacità di rappresentare all’interno o all’esterno, a seconda dei ruoli e delle competenze, le linee guida, le strategie  di intervento  e gli obiettivi dell’impresa.

Questo, tradotto sinteticamente, significa confrontarsi con ostacoli a livello logistico, concettuali o di organizzazione; con la gestione delle risorse umane; con il dover percorrere a ritmi sempre più accelerati ed incalzanti il percorso per arrivare agli obiettivi richiesti.
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Mercoledì 08 Settembre 2010 11:49

Relazioni

La Mindfulness nelle relazioni
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Le relazioni occupano una grossa fetta della vita di ognuno; tutto quello che facciamo prima o poi riguarda anche gli altri.

Spesso giudichiamo o colpevolizziamo l’altro, per poi scoprire che l’unica possibilità che abbiamo di modificare una relazione è quella di lavorare sul nostro comportamento, dato che non è possibile intervenire su quello altrui. Possiamo imparare molto, osservando l’andamento dei nostri rapporti, specie di quelli significativi: guardando le nostre modalità di interazione infatti, possiamo riconoscere desideri o bisogni insoddisfatti di cui non eravamo coscienti.

Questo non accade senza un lavoro intenzionale: la consapevolezza sviluppata attraverso un training di mindfulness ci permette di vedere; vedere ci da la possibilità di mettere in atto comportamenti nuovi che vanno a cambiare l’ingranaggio esistente. Secondo Sharon Salzberg, la vita è come un caleidoscopio sempre mutevole: innescando un leggero cambiamento, tutti i modelli preesistenti, naturalmente si modificano.

La nostra vita è fortemente caratterizzata dalla sua dimensione emotiva, la cui qualità diventa spesso determinante in una relazione. Saper riconoscere i propri ed altrui stati interiori, imparare ad ascoltarli ed a comunicarli può aiutarci a passare dalla reattività dettata da modelli precostituiti o vecchie abitudini disfunzionali, ad una risposta libera da condizionamenti interiori.

In poche parole, questo ci permette di gettare le basi per relazioni sane e nutrienti.

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Mercoledì 08 Settembre 2010 11:47

Sport

La Mindfulness nello sport


Le pratiche di mindfulness, possono aiutare gli atleti a sviluppare e perfezionare le capacità sportive e le prestazioni di punta in una varietà di situazioni competitive. La mindfulness aiuta gli atleti a gestire quegli aspetti emozionali, comportamentali e interpersonali che impediscono loro, da una parte, di conseguire migliori livelli di prestazione sportiva, e dall’altra di vivere pienamente tutti gli altri molteplici aspetti della loro vita.

In particolare la mindfulness può essere di aiuto per:

Migliorare la propria capacità concentrativa sul corpo e sulla mente. Ogni sport richiede di essere consapevoli dello stato della propria mente e del proprio corpo nel momento presente. Senza attenzione l’equilibrio mente corpo necessario ad una ottimale performance si perde facilmente. E’ facile allora farsi sfuggire il momento giusto, andare fuori tempo, incontro a risultati al di sotto delle proprie capacità o addirittura ad infortuni.   Uno dei motivi perché le persone amano fare sport, sia a livello agonistico che amatoriale, è perché possono godere delle prestazioni fisiche, focalizzando totalmente la mente nel corpo che sperimenta se stesso nel qui ed ora Quando si è liberi dalla costante preoccupazione di sé, ci si apre a livelli di prestazioni e di coscienza che si estendono ben oltre le   normali potenzialità umane.

Raggiungere una quiete interiore e la calma in mezzo a contesti altamente competitivi e stressanti. Si richiede agli atleti di lasciare da parte le preoccupazioni, le paure, le incertezze e ogni pensiero o emozione che possa distoglierli dalle perfomance sportive. Spesso questo viene fatto con sforzo e tagliando fuori e reprimendo parte della propria vita a costo i gravi ripercussioni fisiche mentali e relazionali. La mindfulness sollecitando a coltivare un luogo mentale di quiete e di equanimità – l’essere stabili nel momento presente - permettere di accedere ad un serbatoio di forza interiore che morbidamente possa dirigere l’energia lì dove necessario nei modi e nei tempi più utili secondo i vari contesti in cui via via ci si trova.

Realizzare più elevati livelli di abilità, aumentando l'integrazione tra il sistema interno della propriocezione del corpo, una più raffinata consapevolezza sensoriale, e la pura coscienza, non identificata con propri contenuti: pensieri, immagini, emozioni ecc. In questa consapevolezza capace di integrare i vari stati cognitivi, emozionali, sensoriali che si presentano momento per momento nel proprio campo di coscienza e di esserne testimone svincolato, l’atleta è in grado di  cogliere una gran quantità di informazioni utili alla performance desiderata, scegliere tempi, e modi più opportuni di azione senza sforzo e spreco di energie.

Diventare più consapevoli del significato e della relazione dinamica tra posizione del corpo, sensazioni fisiche, emozioni, pensieri, la qualità del proprio stato mentale e delle condizioni ambientali, o del contesto relazionale in cui si trova a gareggiare.  Nella condizione di consapevolezza l’atleta sarà testimone del proprio corpo, della realtà esterna e della propria interiore con apertura mentale, compassione e curiosità, senza pregiudizi o giudizi critici reattivi. Questo gli permetterà di cogliere la realtà così com’è momento per momento e di utilizzarla come punto di forza per migliorare le proprie prestazioni.

Affidarsi maggiormente al “corpo intuitivo” per affinarne e valorizzarne le prestazioni. Con la mente pensante analizziamo i nostri movimenti e cerchiamo di controllare il corpo attraverso una deliberata intenzione. Questo controllo è essenziale quando è necessario apprendere le tecniche e le competenze di uno sport, anche per integrare tra loro le molteplici informazioni tecniche, ma diventa meno importante, se non di ostacolo, quando si è nel momento della performance. E’ allora utile lasciare andare la manipolazione volontaria del corpo, e lasciar essere e affidarsi all’intuizione corporea del momento.  Proprio come la vita stessa, ogni momento in uno sport competitivo è unico, in costante cambiamento nelle variabili interagenti, e infinitamente complesso. L'analisi e la logica sono troppo pesanti e lente per dare una panoramica completa e istantanea delle dinamiche in rapida evoluzione di quel singolo momento, questa restituzione utile nel momento sportivo avviene istantaneamente in modo intuitivo attraverso il corpo.  La  mindfulness permette essere in completa sintonia con la soluzione ottimale scaturita dalla completa acquisizione delle forze in campo nel momento presente.

Articoli di approfondimento sono pubblicati nella sezione “Studi e Ricerche”
Leggi anche “I benefici della Mindfulness”“MBSR”

A cura di: Loredana Vistarini

( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) e Bianca Pescatori ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

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Mercoledì 08 Settembre 2010 11:37

Scuola

La Mindfulness nelle scuole
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Mindfulness per gli insegnanti


Il mondo della scuola pubblica, in Italia, così come altre categorie sta subendo pesantementegli esiti della crisi economica. E’ una situazione che genera disorientamento, disagio, frustrazione e rabbia, sentimenti che devono essere riconosciuti, compresi e accolti da chi lavora nella scuola  e cerca di costruire relazioni e competenze.

Perché insegnare significa per prima cosa creare e mantenere una relazione  con se stessi, con gli studenti, con l’ambiente  e stare in relazione è anche poter stare in mezzo al cambiamento, piacevole o meno che sia.


In questo contesto, un programma di mindfulness, ci consente, attraverso un training progressivo e specifico, di entrare in contatto e riconoscere aspetti disadattavi della nostra personalità, di poter meglio gestire emozioni difficili  passando dalla reattività alla risposta, di relazionarci con gli altri migliorando la qualità della comunicazione e dell’ascolto, sviluppando accettazione, equanimità, apertura, pazienza ed infine la gioia, tutte qualità necessarie nella formazione di un buon insegnante.
 
Per questo, attraverso l’applicazione e la diffusione dei programmi  mindfulness based è possibile portare nella scuola e quindi nella società un potente strumento di crescita.   Rimanendo con la nuda esperienza corporea nello sperimentare l’agio o il disagio emotivo potremmo scoprire infatti che le emozioni sono fatte di energia in continua trasformazione,  quali relazioni ci sono tra le emozioni e i pensieri, quanto varie e sorprendenti possono essere le sensazioni, sia che provengano dall’ ambiente esterno che dall’interno del nostro corpo. Potremmo imparare ad esprimere e a condividere quello che stiamo sperimentando, che è possibile coltivare pensieri ed emozioni salutari e lasciare andare ciò che è nocivo a noi o agli altri,  e sviluppare la necessaria chiarezza per distinguere ciò che è salutare da ciò che non lo è.

Mindfulness per gli studenti

Esperienze didattiche per educare ad una conoscenza del corpo, delle sensazioni, delle emozioni ed ad una disciplina della mente sono già abbastanza diffuse soprattutto nella scuola primaria, e tutti gli insegnanti sanno che uno sviluppo equilibrato  deve armonizzare le informazioni derivanti dalle emozioni con la capacità di pensare e che migliorando le capacità sociali ed emotive si migliorano le funzioni del pensiero, poiché lo sviluppo sociale ed emotivo negli individui non è separato da quello cognitivo.
 
In ambito scolastico,insegnare ad avvicinarsi all’esperienza con una mente aperta e non condizionata, una mente che non si aspetta nulla se non di osservare e accogliere ciò che arriva attraverso i sensi consente allo studente di riconoscere che ci possono essere diverse situazioni che richiedono risposte variegate e contestualizzate, in altre parole relative. 
 
L’apprendimento mindful,cioè la capacità di porsi rispetto alla conoscenza in modo possibilista, aperto a notare le differenze e le novità, comporta la coltivazione di uno stato di coscienza caratterizzato da apertura alla novità, attenzione alla distinzione, sensibilità ai vari contesti, consapevolezza della molteplicità di prospettive, e di ri-orientamento nel presente.
 

Essere consapevoli introduce “il movimento”nell’esperienza, la variabilità, il processo. E il variare dell’oggetto di percezione ci aiuta a prestare attenzione ad esso per qualsiasi periodo di tempo, poiché l’oggetto non essendo mai lo stesso del momento precedente, è sempre una nuova e imprevedibile fonte di conoscenza.

Articoli di approfondimento sono pubblicati nella sezione “Studi e Ricerche”
Leggi anche “I benefici della Mindfulness”“MBSR”

A cura di: Loredana Vistarini

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Mercoledì 08 Settembre 2010 11:34

La mindfulness nel coaching

mindfulness nel coachingI punti di connessione tra la mindfulness e il coaching sono così numerosi che coltivare la mindfulness, per un coach, diviene un percorso “naturale” e necessario come praticare l’etica del settore o qualificarsi presso un istituto certificato.

Mindfulness e coaching, hanno in comune aspetti quali la curiosità, l’osservazione non giudicante dei vari aspetti della realtà, l’apertura a nuove prospettive, l’esplorazione dei propri “inner game” e il portare consapevolezza e intenzionalità ai meccanismi attenzionali.
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Mercoledì 08 Settembre 2010 11:32

Patologie organiche

Patologie Organiche e la Mindfulness

Numerosi studi pongono l’attenzione sul complesso legame tra corpo e mente. Mettono in evidenza come la percezione di uno stimolo doloroso, fisico o psichico, e la reazione ad esso sia condizionata dalla qualità del nostro stato mentale che influisce anche sulle prospettive di sopportazione e guarigione della malattia.

Dalle più recenti ricerche attraverso la neuroimaging si rileva inoltre che le aree cerebrali impegnate nella risposta al dolore fisico e a quello psichico sono le stesse, segno che la distinzione tra i due tipi di sofferenza è in definitiva arbitraria.

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Mercoledì 08 Settembre 2010 11:30

Stress

Diminuire lo Stress con la mindfulness
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La prima definizione di stress è stata data da Hans Selye nel 1936; egli definiva stress semplicemente  “la risposta non-specifica del corpo ad ogni domanda di cambiamento”.  Domanda chiamata stressor. Dunque senza alcuna connotazione positiva o negativa del fenomeno.

La nostra esistenza è in continuo mutamento e tutto ciò che vorremmo stabile e permanente è, in realtà, in continua evoluzione.
I nostri tentativi di rispondere a pressioni e cambiamenti esterni o interni, comportano un costante adattamento dell’organismo e talvolta la necessità di una riorganizzazione a vari livelli.

Generalmente siamo ottimamente predisposti a far fronte al cambiamento in modo efficace, ma in alcuni casi (sovra stimolazione, difficoltà di decodificare queste richieste, forte divario tra le pressioni esterne e richieste interne, ecc.) questo può non avvenire e, se la risposta disfunzionale, a volte automatica, si protrae nel tempo questo può generare, quelle che vengono definite “patologie da adattamento” o, per usare una definizione forse un po’ inflazionata, ma di cui tutti abbiamo inevitabile esperienza, producono alti livelli di “stress”.

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Mercoledì 08 Settembre 2010 11:29

Psicosomatica

psicosomatica
Immagine Picasso

La psicosomatica è quella branca della medicina che studia le relazioni esistenti tra Psiche e Soma, ovvero tra il mondo emozionale, cognitivo dell’individuo e la parte fisica, biologica.

All’interno di questo binomio, la Psicosomatica cerca di individuare attraverso quali percorsi l’emozione è in grado di influenzare la componente fisica determinando l’insorgenza di variazioni nella fisiologia di un organo, fino a creare una perturbazione chiamata sintomo.

Corpo e mente, quindi, non sono due mondi separati, sono due parti, (in continua influenza reciproca), di un tutt' uno: l'uomo nella sua unitarietà.

In ambito medico è ormai largamente condivisa l'idea che il benessere fisico abbia una sua influenza su sentimenti ed emozioni e che a loro volta questi ultimi abbiano una certa ripercussione sul corpo. Il vecchio concetto di malattia intesa come "effetto di una causa", è stato sostituito con una visione multifattoriale secondo la quale ogni evento (e quindi anche un’affezione organica) è conseguente all'intrecciarsi di molti fattori.

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